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UNA MATTINA TRA ARTE E STORIA

DIMENSIONE TESTO


Venerdì 7 dicembre noi ragazzi delle classi I Classico e 2^E, accompagnati dai docenti Caterina Lombardo, Paola Giordana e Mauro Boschivecchi, siamo partiti alla volta della Reggia di Venaria per visitare la mostra “Pompeiana fragmenta: conoscere e conservare (a) Pompei”, a cura di Diego Elia e Valeria Meirano.

Guidati da due ottimi archeologi e una preparatissima restauratrice abbiamo potuto osservare ed approfondire alcune caratteristiche dell’arte pompeiana e alcuni metodi per lo studio archeologico dei resti di Pompei. Molte ricostruzioni e molti studi sono compiuti dagli studenti dell’Università degli Studi di Torino, grazie ad una convenzione che permette loro di applicare ciò che si studia sui testi. Siamo entrati nel cuore della ricerca perché ci hanno illustrato moltissimi metodi di ricostruzione e anche di rimozione dei dipinti dai muri, come ad esempio la tecnica dello stacco.
Le vicissitudini del ventesimo secolo hanno mutato il sito archeologico di Pompei perché, come ci è stato ben illustrato da un “addetto ai lavori” il 24 agosto 1943, esattamente lo stesso giorno dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., sono state scaricate circa 170 bombe inglesi sul sito campano, considerato un rifugio delle truppe italiane. Durante questo attacco sono andate perse moltissime opere e beni, ma in alcuni casi si sono salvati vasi in bronzo piuttosto importanti per l’arte italiana.
L’archeologo può osservare le mutazioni delle case e quindi dell’architettura arcaica in base alle pareti, perché ad esempio con un collasso di una parete vengono alla luce moltissime informazioni. Pompei ha la particolarità di essere stata una delle poche cittadine romane senza impianto idrico, sostituito però da un’efficiente rete di cisterne interrate per la raccolta dell’acqua piovana. Già a Pompei era presente il cosiddetto “Quadrato Magico”, ovvero un quadrato leggibile in tutti i sensi ma con un significato enigmatico e forse associato alla cristianità.
Personalmente ho trovato la mostra molto interessante, perché non sono mai stato a Pompei e questa visita mi ha consentito di entrare in contatto con un’arte a me sconosciuta, ma che ho trovato molto affascinante.

Francesco Luciano
I Classico
Liceo Bodoni - Saluzzo